L’avvio del RENTRI (Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti) ha introdotto importanti novità operative per le imprese soggette agli obblighi di gestione dei registri di carico e scarico. Tra i temi che stanno generando maggiore incertezza c’è quello legato ai termini di conservazione elettronica dei registri vidimati nel corso del 2025.
L’adozione con Delibera n. 478 del 26 novembre 2025 delle nuove Linee guida ANAC n. 1/2025 sui canali interni di segnalazione rappresenta il culmine di un articolato percorso di consultazione pubblica avviato dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) nel 2024.
Nonostante l’obbligo della conservazione digitale, almeno per alcune tipologie documentali, sia stato introdotto già nel 2018, molte aziende fanno ancora fatica a orientarsi. È fondamentale capire quali siano i veri obblighi normativi e le azioni da intraprendere per garantire la piena compliance.
A novembre 2024 l’ANAC ha pubblicato la bozza delle nuove “Linee Guida in materia di Whistleblowing sui canali interni di segnalazione”, proseguendo il percorso di affiancamento alle organizzazioni iniziato nel luglio 2023.
Il Garante per la protezione dei dati personali ha richiamato l’attenzione sul trattamento dei metadati delle email, sostenendo che: possono costituire dati personali e di conseguenza rientrare nell’ambito del GDPR; la conservazione oltre 21 giorni dei metadati fa rientrare tale trattamento nell’ambito dell’art. 4 dello Statuto dei lavoratori (controllo a distanza dell’attività dei lavoratori).
La conservazione a norma della Posta Elettronica Certificata (PEC) è un’attività cruciale per assicurare la validità legale delle comunicazioni digitali nel tempo. In Italia la PEC detiene lo stesso valore legale di una raccomandata con ricevuta di ritorno, rendendo imperativo che ogni messaggio e relativo allegato siano conservati in modo conforme, sicuro e accessibile.
ll 3 aprile 2025 il Parlamento Europeo ha approvato la procedura d’urgenza “Stop-the-clock” per il pacchetto Omnibus, con la quale si posticipa al 2028 gli obblighi di rendicontazione previsti dalle direttive CSRD e CSDDD.
Con l’entrata in vigore del GDPR, l’Unione Europea ha introdotto un modello più flessibile e sostanziale, ispirato a logiche tipiche del diritto anglosassone. Il principio cardine di questa trasformazione è quello dell’accountability.
La conservazione documentale rappresenta un asset fondamentale per la tutela del patrimonio informativo aziendale, garantendo non solo l’osservanza agli obblighi normativi ma anche il valore probatorio e la fruibilità dei documenti nel tempo.
Il 17 dicembre 2024 l’EFRAG ha rilasciato lo standard definitivo di rendicontazione volontaria – VSME Voluntary Sustainability Reporting Standards), specificamente pensato per le piccole e medie imprese non quotate.
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